Sette miliardi

Un solo pianeta, sette miliardi di mondi. Ritengo che ognuno di noi abbia una sua rappresentazione del mondo, non libero dai condizionamenti del contesto in cui è cresciuto. La domanda potrebbe essere: viviamo nel mondo reale o in una sua rappresentazione, filtrata da noi stessi? La domanda, che non è nuova, porta a molteplici riflessioni. Tutto ciò che ci circonda ha una sua natura propria, ma attraverso i nostri filtri le diamo un significato peculiare, unico, speciale. Così una semplice penna, potrebbe essere il ricordo sgradevole di un brutto percorso scolastico, oppure potrebbe evocare il momento magico in cui abbiamo scritto la poesia uscita dal cuore da consegnare alla persona amata. Questo vale anche per la rappresentazione che abbiamo di noi stessi? Io credo di si. È facile incontrare qualcuno che crede di essere in un determinato modo senza averne la reale consapevolezza o senza esserlo, oppure chi si porta appresso pesi di un passato di sofferenza. Quante persone con poca fiducia in se stesse, che si danno un valore relativo, che credono di valere poco e quindi di meritare poco si incontrano? Quanti di noi si trascinano in relazioni stanche, appannate, senza darsi una possibilità, un’apertura al nuovo, solo perché pensano “ormai…”? Ecco, quando sentiamo queste parole, “ormai, chi trovo adesso, da solo non so stare”, ecco, lì forse sta parlando una rappresentazione di noi stessi, non il vero sé. Il vero sé è sempre presente e si esprime, basta saperlo ascoltare, o rivolgersi a qualcuno che può aiutarci a farlo.